


Quando si parla di transizione verde e occupazione, l'immagine ricorrente e quella di nuovi mestieri: installatori di pannelli, tecnici dell'economia circolare, specialisti di certificazione energetica. Sono professioni reali, ma sono la parte piccola del fenomeno.
Il modo in cui ESCO -- la classificazione europea di competenze e professioni, con oltre 13.000 competenze e 3.000 profili -- tratta le competenze verdi racconta una storia diversa. Le competenze legate alla sostenibilita non sono concentrate in un settore: sono distribuite in professioni che nessuno classificherebbe come ambientali.
Un progettista che deve tenere conto del ciclo di vita dei materiali, un buyer che valuta la filiera di un fornitore, un contabile che deve rendicontare parametri di sostenibilita, un responsabile IT che dimensiona l'infrastruttura sui consumi energetici: nessuno di questi ruoli e un lavoro verde, e tutti richiedono competenze di sostenibilita.
Questa distribuzione ha una conseguenza precisa: la domanda di competenze verdi cresce piu velocemente della domanda di lavori verdi. La trasformazione avviene dentro le professioni esistenti, non a fianco.
Qui si vede il limite di ragionare per settori. Se la formazione segue la classificazione settoriale, va dove ci sono i lavori verdi -- energia, rifiuti, ambiente -- e lascia scoperto tutto il resto, che e dove sta la maggior parte della domanda.
GreenComp risolve il problema perche non e settoriale. Le sue 12 competenze in 4 aree -- valori, complessita, immaginazione, azione -- descrivono capacita che si applicano a qualunque mestiere. Il pensiero sistemico serve a un ingegnere e a un insegnante; la capacita di valutare gli effetti a cascata di una decisione serve a chi progetta e a chi acquista.
ESCO per capire dove. Partire da un'occupazione e guardare quali competenze legate alla sostenibilita sono associate al profilo. Il risultato e spesso sorprendente, e serve a giustificare un investimento formativo su ruoli che non sembravano interessati.
GreenComp per capire cosa. Una volta identificato il fabbisogno, GreenComp dice come e fatta la competenza e a che livello va sviluppata. ESCO nomina, GreenComp descrive.
EQF per capire a che livello. Se il percorso porta a una qualifica, il livello EQF la rende leggibile fuori dal proprio Paese.
Il greenwashing formativo: rinominare corsi esistenti aggiungendo «sostenibile» al titolo. Un corso di gestione della supply chain non diventa formazione su competenze verdi perche cambia nome. Diventa tale se i suoi obiettivi di apprendimento si agganciano a competenze GreenComp identificate e se la valutazione le rende osservabili.
Il controllo e sempre lo stesso: al termine, la persona sa fare qualcosa di diverso, o sa dire qualcosa di diverso?
Esplora le 4 aree e le 12 competenze di GreenComp sul portale GreenComp di ExplorerHub, e le occupazioni ESCO correlate direttamente sul portale.

E' in consultazione pubblica fino al 24 marzo 2026 la futura prassi di riferimento UNI sulla valutazione delle competenze digitali, proposta da IDCERT e Fondazione Italia Digitale. Gia' allineata a DigComp 3.0, coinvolge il Ministero dell'Istruzione, Accredia, Unioncamere, sindacati e stakeholder europei.

IDCERT presenta ufficialmente ExplorerHub alla fiera Didacta Italia 2026 a Firenze. Per l'occasione, il portale si arricchisce del supporto alla lingua francese, confermando la sua vocazione europea.

I framework europei si stanno evolvendo per rispondere alle sfide dell'AI, della transizione verde e della trasformazione digitale. Come cambiera l'ecosistema delle competenze nei prossimi anni?
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